E’ QUEL CHE E’ – Erich Fried

Pensieri e parole

E’ QUEL CHE E’

E’ assurdo
dice la ragione
E’ quel che è
dice l’amore

E’ infelicità
dice il calcolo
Non è altro che dolore
dice la paura
E’ vano
dice il giudizio
E’ quel che è
dice l’amore

E’ ridicolo
dice l’orgoglio
E’ avventato
dice la prudenza
E’ impossibile
dice l’esperienza
E’ quel che è
dice l’amore

In libreria: “AMARE SENZA FARSI MALE” di Nives Favero (Terra Nuova edizioni)

nives-favero-libro-amare-senza-farsi-maleNelle favole, le storie d’amore hanno spesso un lieto fine dove tutti vivono felici e contenti. Al di fuori della finzione, l’amore è un alternarsi di gioie e delusioni, e spesso la paura di soffrire impedisce di vivere con serenità la propria passione amorosa.

Che cosa fare, allora?

Nel libro Nives Favero, forte della sua esperienza di psicoterapeuta, presenta le testimonianze di alcuni amanti che non si sono arresi di fronte alle difficoltà e nel tempo hanno costruito relazioni di coppia durature. Leggi tutto “In libreria: “AMARE SENZA FARSI MALE” di Nives Favero (Terra Nuova edizioni)”

PORTARE IL CUORE OLTRE GLI OSTACOLI con Erika Agresti e Andrea Bonacchi – Bologna, 28 febbraio 2016

PORTARE IL CUORE OLTRE GLI OSTACOLI

Uso di tecniche meditative per affrontare gli ostacoli interiori nella nostra capacità di amare

Seminario di meditazione e crescita personale

“Per ottenere la felicità e raggiungere l’appagamento personale è essenziale saper dare e ricevere amore.”

Dalai Lama

cuore oltre ostacoli

conducono:  Andrea Bonacchi  ed Erika Agresti

Domenica 28 febbraio 2016

dalle 9,30 alle 17,30

Presso: “Centro di Psicosintesi di Bologna”

Via di San Gervasio 4, Bologna

L’incontro è apero a tutti, anche a chi non ha mai sperimentato tecniche meditative. Si consiglia di indossare abiti comodi e di portare calzettoni per potersi togliere le scarpe, una coperta e un tappetino (e per chi lo possiede, un cuscino da meditazione).

E’ previsto un contributo di 50 euro

Dare e ricevere affetto, amore e riconoscimento è essenziale per sentire che la nostra vita è piena e fiorente. Non sempre, però, siamo soddisfatti della nostra capacità di entrare in relazione e di costruire legami con altre persone. A volte abbiamo paura di essere abbandonati, o pensiamo che l’altro non sia abbastanza attento ai nostri bisogni. Altre volte tendiamo a controllare le azioni dell’altro ed ad arrabbiarci quando si comporta in modo diverso da come ci aspettiavamo.

Si può imparare ad amare? Possiamo fare chiarezza sui nostri bisogni e comunicarli, coltivare le nostre qualità, contattare le nostre vulnerabilità e prendercene cura, scoprirci più liberi, disponibili  all’ascolto ed all’incontro con l’altro.

Per maggiori informazioni e iscrizioni:

Centro di Psicosintesi: tel: 328 8398004; e-mail bologna@psicosintesi.it                                     Andrea Bonacchi: cell.: 3487522690; e-mail: andreabonacchi2006@yahoo.it

Andrea Bonacchi è medico, psicoterapeuta, ricercatore; Erika Agresti è psicologa, psicoterapeuta, collaborano al progetto “SUL SENTIERO. SCUOLA DI MEDITAZIONE PSICOSINTETICA” 

MANIERA IN CUI SCOPRII I DUE TIPI DI MORTE – Cecilia Vicuña

Pensieri e parole

 

Maniera in cui scoprii i due tipi di morte

 

Da piccola avevo dei conigli e mi piacevano tanto

che non mi staccavo da loro durante tutto il giorno.

Li guardavo senza sosta ma non mi venne mai in mente

che erano animali che mangiavano e fu cosi

che morirono. Io non riuscivo a capire perché

era successo dato che loro «sapevano» che

io li amavo, per me esisteva solo un tipo

di morte ed era quella di dolore o tristezza.

Poi, uno zio mi chiese che cosa davo da

mangiare ai conigli e io lo trovai molto strano.

Gli dissi che non gli davo niente, chiesero ai

grandi e tutti risposero che essendo

miei gli animaletti si supponeva che li

alimentassi io.

Gran commozione per la morte dei conigli.

Tutti considerarono che ero scema e snaturata.

A me non importò, ma pensai

che da allora in poi avrei dato da mangiare a

tutte le cose che mi piacevano perché voleva

dire che c’erano due tipi di morte:

quella di fame e quella di dolore.

 

Cecilia Vicuña (Cile, 1948)