LA MERAVIGLIA DI ESSERE VIVI NELLA PRIMAVERA- Andrea Bonacchi – Meditazione sui simboli della natura di aprile 2021

Queste meditazioni traggono spunto da quanto osserviamo nella natura e dentro di noi.
Siamo in un momento dell’anno di risveglio della natura e di esplosione di vitalità primaverile.
In questo periodo sono stato colpito da un frase del maestro buddhista zen vietnamita Thich Nhath Hanh:  “Il più grande miracolo è essere vivi”.
Ci troviamo in mezzo a questo miracolo della natura vivi dopo un anno difficile.
In questo incontro vi pongo un gentile invito a cogliere il miracolo della primavera intorno a noi e il miracolo dell’essere vivi
Preso dalla preoccupazione dei problemi del quotidiano, delle scadenze e delle cose da fare, sono spesso distratto dalla meraviglia di queste giornate bellissime. A volte invece ciò che mi rende poco sensibile al miracolo di essere vivo e al miracolo del risveglio primaverile della natura è il senso di scontatezza; la scontatezza anestetizza e stempera le mie percezioni.
Andiamo allora alla scoperta della meraviglia della natura.ù

Meditazione: la meraviglia di essere vivi a primavera

“IMMAGINARE LA PACE” – CONCORSO ARTI VISIVE (disegni, fotografie, elaborati grafici)

Finalità

Lo scopo di questo concorso è promuovere la diffusione della pace come esperienza, come cultura, come valore. “Immaginare la pace” e costruire un futuro di pace si fonda sulla possibilità di osservare le forme che essa può assumere, conoscere le radici che la sostengono e la nutrono, riconoscere gli ostacoli che devono essere superati per affermarla. La pace non è un conseguimento statico e permanente ma un processo dinamico che richiede di essere continuamente sostenuto e alimentato. La pace può crescere solo se noi la seminiamo e la coltiviamo costantemente e continuamente dentro di noi, nelle nostre relazioni con gli altri, nelle relazioni tra i gruppi di persone di cui facciamo parte e gli altri gruppi. Questo concorso fotografico vuole essere un contributo a questo paziente lavoro di promozione della pace.

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LIBERTÀ’ IN PRIGIONE – Roberto Assagioli

Pensieri e parole


Nell’agosto del 1940 lo psichiatra Roberto Assagioli, fondatore della Psicosintesi, fu arrestato per attività pacifiste e internazionaliste, invise al regime fascista. Anziché uno spiacevole contrattempo o una tragedia, questa fu per lui un’occasione fondamentale di crescita e rinnovamento interiore.

 “Capii che ero libero di assumere uno fra molti atteggiamenti nei confronti di questa situazione, che potevo darle il valore che volevo io, e che stava a me decidere in che modo utilizzarla.
Potevo ribellarmi internamente e imprecare; oppure potevo rassegnarmi passivamente e vegetare; potevo lasciarmi andare ad un atteggiamento malsano di autocompatimento e assumere un ruolo di martire; potevo affrontare la situazione con un atteggiamento sportivo e con senso dell’umorismo, considerandola un’esperienza interessante (quella che i tedeschi chiamano ‘Erlebnis’). Potevo trasformare questo periodo in una fase di riposo, in un’occasione per riflettere tanto sulla mia situazione personale – considerando la vita vissuta fino ad allora – quanto su problemi scientifici e filosofici; oppure potevo approfittare della situazione per fare un allenamento psicologico di qualche genere; infine, potevo farne un ritiro spirituale. Ebbi la percezione chiara che l’atteggiamento che avrei preso era interamente una decisione mia: che toccava a me scegliere uno o molti fra questi atteggiamenti e attività; che questa scelta avrebbe avuto determinati effetti, che potevo prevedere e dei quali ero pienamente responsabile. Non avevo dubbi su questa libertà essenziale e su questa facoltà e sui privilegi e le responsabilità che ne derivavano.”