QUANDO HO CAPITO – Tanya Markul

Pensieri e parole

Quando ho capito che il mio dolore veniva dal voler essere apprezzata
ho cominciato ad amare me stessa.
Quando ho capito che il mio dolore veniva dal voler essere riconosciuta
ho cominciato a vedere chi ero veramente.
Quando ho capito che il mio dolore veniva dal desiderare di essere speciale
mi sono permessa di esplorare l’infinitezza della mia normalità.
Quando ho capito che il mio dolore veniva dal voler essere abbracciata
ho cominciato a sentire le sensazioni del mio corpo.
Quando ho capito che il mio dolore veniva dalla fame di appartenenza
ho cominciato a nutrire il mio autentico sé.
Quando ho capito che il mio dolore veniva dalle azioni degli altri
ho cominciato a prendermi la responsabilità della mia storia.
Quando ho capito che il mio dolore veniva dal rincorrere quelli che non mi volevano
mi sono resa libera.

Tanya Markul

LA VULNERABILITÀ, LA CURA, IL FIORIRE – Erika Agresti

Questi giorni che ci vedono a casa, con mobilità limitata, talvolta per qualcuno costretta, custodiscono fatiche e possibilità. Sia per chi si trova in solitudine sia per chi invece è costretto a convivere con altre persone in modo costante ed in una situazione nella quale abitudini e definizioni di tempi e spazi si sono modificate, è un momento di forte contatto con le parti di sé da cui quotidianamente si riesce a fuggire con abili evitamenti e distrazioni. Leggi tutto “LA VULNERABILITÀ, LA CURA, IL FIORIRE – Erika Agresti”

L’ALBERO RADICATO IN PROFONDITÀ SOPPORTA LA TEMPESTA – Thich Nhat Hanh

Pensieri e parole

“Quando guardi un albero nella tempesta, se concentri l’attenzione sulla cima dell’albero vedrai le foglie e i rami che ondeggiano violentemente nel vento e l’albero ti apparirà molto vulnerabile, come se dovesse spezzarsi in qualunque momento.
Se invece porti l’attenzione verso il basso, al tronco dell’albero, vedi che lì non c’è molto movimento. Vedi la stabilità dell’albero; ti rendi conto che l’albero è profondamente radicato nel terreno e può sopportare la tempesta.
Quando sperimentiamo un’emozione forte, la mente è agitata come la cima dell’albero. Dobbiamo portare la mente verso il basso, all’addome e concentrare tutta l’attenzione sull’addome, che si espande e si ritrae.
Inspirando, noti l’addome che si espande. Espirando, noti l’addome che si ritrae. Respira profondamente e concentra l’attenzione soltanto sull’inspirazione e sull’espirazione. L’unica cosa di cui essere consapevoli è che un’emozione è solo un’emozione e che tu sei molto più di una semplice emozione”.

Thich Nhat Hanh

LETTERA AGLI EX-DIRETTORI – Andrea Bonacchi

Cari ex-direttori di ogni tipo, età e sesso,

ho deciso di scrivervi per condividere esperienze e riflessioni, consapevole che la situazione dell’ex-direttore è molto complessa e delicata. Ho maturato questa consapevolezza “sul campo” in quanto la vita mi ha posto nella posizione di ex-direttore di una sede provinciale di un Ente Morale e di ex- direttore di un Centro Studi e Ricerca.

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